Hiloo Logo
Gestione Aziendale

Consenso informato per tatuaggi e piercing: cosa deve contenere

Aggiornato il
  • tattoo
  • piercing
  • consensoinformato
  • tattoostudio
  • normativa
Modulo di consenso informato per tatuaggio compilato su tablet in uno studio

Prima dell’ago viene la firma. In un tattoo studio o in uno studio di piercing il consenso informato non è una formalità: è il documento che dimostra che il cliente sapeva cosa stava facendo, che era maggiorenne (o accompagnato da chi doveva esserci) e che tu hai fatto le domande giuste sulla sua salute. Il problema è che nessuno ti dà un modulo unico valido per tutta Italia.

In breve

  • In Italia il consenso informato per tatuaggi e piercing è richiesto dalle circolari del Ministero della Salute del 1998 e dalle normative regionali, che non sono uniformi.
  • Il modulo deve contenere dati anagrafici, descrizione della prestazione, informazioni sui rischi e sulla cura successiva, anamnesi, dichiarazione di consenso, data e firma.
  • Per i minori di 18 anni serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale; alcune Regioni vietano del tutto il tatuaggio sotto una certa età.
  • Il modulo va conservato e deve essere ritrovabile: la firma su tablet con archiviazione nella scheda cliente risolve il problema del faldone.

Cosa dice la normativa italiana?

Come ricostruisce l’Istituto Superiore di Sanità, non esiste una legge nazionale sui tatuaggi: i riferimenti sono le circolari del Ministero della Salute del 5 febbraio 1998 (n. 2.9/156) e del 16 luglio 1998 (n. 2.8/633), con le linee guida igienico-sanitarie, e le norme delle singole Regioni, adottate in autonomia e quindi diverse tra loro. Alcune Regioni hanno pubblicato un modello di modulo: è il caso della Lombardia, con le linee guida del 2004, e del Friuli Venezia Giulia. La regola pratica: parti dal modello della tua Regione, se esiste, e verifica con la tua ASL i requisiti locali, come indica ad esempio l’ASL TO5 per il Piemonte.

Cosa deve contenere il modulo di consenso informato?

Una checklist che copre ciò che i modelli regionali hanno in comune:

  • Dati del cliente: nome, cognome, data di nascita, documento d’identità, contatti.
  • Descrizione della prestazione: tipo di tatuaggio o piercing, zona del corpo, dimensioni, eventuale progetto in più sedute.
  • Informazioni ricevute: rischi generali (infezioni, reazioni allergiche, cicatrici), irreversibilità o difficoltà di rimozione del tatuaggio, materiali e pigmenti usati.
  • Anamnesi: allergie note, patologie (diabete, disturbi della coagulazione, epilessia), farmaci in corso, gravidanza, precedenti reazioni.
  • Istruzioni per la cura successiva: cosa fare e non fare nei giorni seguenti, quando rivolgersi al medico.
  • Dichiarazione di consenso: il cliente dichiara di aver letto, capito e accettato, e di aver potuto fare domande.
  • Consenso al trattamento dei dati e all’uso delle foto, separato e facoltativo.
  • Data, firma del cliente e firma dell’operatore.

Come funziona con i minorenni?

Secondo il quadro dell’ISS, è vietato tatuare minori di 18 anni senza il consenso informato dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale, e alcune Regioni vietano del tutto la prestazione sotto una certa età (la Toscana, per esempio, sotto i 14 anni). Per il piercing molte norme regionali prevedono regole analoghe, con eccezioni per il lobo. In pratica: il genitore firma di persona, presenti entrambi i documenti, e conservi tutto insieme.

ClienteCosa serve
MaggiorenneConsenso firmato, documento, anamnesi
Minorenne (dove consentito)Consenso firmato da chi esercita la responsabilità genitoriale, documenti di entrambi, anamnesi
Minorenne sotto il limite regionalePrestazione non eseguibile

Per quanto tempo va conservato?

I termini precisi dipendono dalla Regione e dalle indicazioni della ASL; la prassi è conservare il consenso per anni, perché una contestazione può arrivare molto dopo la seduta. Il criterio da rispettare è uno: quando serve, il modulo di quel cliente si deve ritrovare in pochi secondi, con data e versione del testo firmato.

Come si gestisce il consenso in digitale?

Con Hiloo il testo del consenso lo definisci tu, secondo il modello della tua Regione; il gestionale lo fa compilare e firmare su tablet, oppure in anticipo da un link su WhatsApp o da un QR code in studio, e lo archivia nella scheda del cliente insieme all’anamnesi, ai documenti allegati e allo storico degli appuntamenti. Ogni consenso è datato e legato alla versione del testo firmata; se cambi il modulo, sai chi ha firmato quale versione. Il resto della gestione di uno studio, dall’agenda per sedute lunghe ai gioielli in magazzino, è raccontato in gestionale tattoo e piercing: consensi e agenda digitale e nella pagina dedicata a Hiloo per tattoo studio e piercing.

Il consenso informato protegge il cliente e protegge te. Farlo bene costa cinque minuti prima della seduta; farlo male si scopre anni dopo.

Vuoi vedere come si firma e si archivia un consenso nel tuo studio? Prova Hiloo gratis per 14 giorni, senza carta di credito.

Vuoi vederlo nella tua agenda?

Prova Hiloo gratis per 14 giorni, senza carta di credito e senza impegno.

Leggi anche

← Torna al Blog